Alice Mestriner & Ahad Moslemi Italy Installation

Nome: Alice Mestriner & Ahad Moslemi
Titolo: Untitled, 2019
Dimensioni: 50cm x 70cm x 40cm

Un atto molto semplice di cui è ignoto il suo scopo. Vita, Natura. La natura ha la capacità di riconoscere le sue tracce e il suo percorso, che però pare non essere sempre così naturale e semplice. Molteplicità del Logos o la sua totale inesistenza? Una verità che è verità di ogni cosa; anche dell'uomo. Il movimento e l'espressione dell'uomo sono la risposta ad una necessità interiore, ovvero l'attività di sopravvivenza alle sue pressioni principali: l'invasione della sfera privata e lo scorrere del tempo che lo angoscia nella riuscita della propria compiutezza. Inserito in un contesto sociale l'uomo fa fronte ai propri limiti, si trova costantemente a scontrasi tra la sfera pubblica e la sfera privata; il conflitto originario umano. E' il conflitto ''originale'', ovvero delle origini, che maschera la scena di ogni sceneggiato storico e culturale. Viene chiamato in modo diverso a seconda di dov'è collocato, di chi lo scatena; cambia spesso e volentieri il suo nome, identità o déguisement ma la sua essenza non cambia. Il concetto di invasione ha creato attorno a sè un'atmosfera strettamente politicizzata. Ma, non è solo questo. L'invasione affrontata all'interno di questa riflessione visiva ha un'accezione altra, più ad ampio spettro e con una tendenza ad una visione antropologica. Il dialogo tra i due artisti parla dunque da lontano dove il termine è la risultante di alcune caratteristiche insite nell'uomo: come l'egoismo e l'istinto di sopravvivenza e di sopraffazione.

La teoria di Hobbes, Homo homini lupus, non è cosa datata ma è la realtà mascherata alla base del perbenismo. L'uomo desidera avere e desidera imporsi ma nascondiamo questa nostra essenza in maniera molto civile. Neghiamo questo comportamento giudicandolo negativo ma al tempo spesso lo bramiamo. Il potere è parte della nostra natura, tale negazione conduce ad un mancato rispetto di sé, che trova facilmente espressione nell'abuso di potere. Il potere non è né positivo né negativo, è il suo utilizzo che lo connota come tale. Ecco quindi che l'invasione è onnipresente. E' ovunque. Cos'è che ci spinge verso questa attitudine alla bramosia? Chronos, il tempo, in questo caso la paura di non avere tempo nella realizzazione del proprio progetto personale. C'è qualcosa che bisbiglia nelle nostre orecchie: Memento Mori, ricordati che devi morire. La vanità delle nostre azioni è un accompagnamento all'uomo per tramortire questa voce bisbigliata da Chronos. L'umanità non riuscirebbe a sopravvivere se a distrarla non ci fosse questo bisogno di manifestare il proprio potere. Ma, dov'è il senso di tutto ciò? Il senso dell'inizio? Il senso dell'inizio del percorso è stabilito e dato solo da una causa finale. Ed ecco perché in tale contesto esiste una costante copresenza di inizio e fine, Vita e Morte, una sorta di continua reincarnazione. L'uomo nasce da una coesistenza di valori conflittuali, dove tali valori risultano di difficile relazione all'interno di un qualsiasi contesto sociale. L'uomo e la Natura di co-fondono e confondono insieme negandosi l'uno nell'altro.