Roberto Spotti Italy Photography

 

 

Aesthetics of Emptiness

Una immagine, di una serie, dove lo spazio ha predominanza nella completezza dell'opera, vuoto che ha una sua realtà, una sua efficacia, in quanto è un secondo ente senza il quale il pieno non troverebbe modo di essere:Il vuoto risulta, quindi, la condizione necessaria del pieno, il solo a dare spazio alla possibilità.

L'immagine si allontana dalla “forma perfetta”si vuole porgere l’attenzione sulla parte bianca, sul vuoto, sulla relazione.

Un vuoto, sull’universo in cui vive il soggetto e dove si sviluppa il concetto di impermanenza : tutto è transitorio, mutevole, quindi tutto è vuoto1. “Vuoto e essenza vengono associati in modo così forte da giungere ad identificarli”2 in una bellezza che nell’esaltazione dell’istante e nella dinamicità dell’equilibrio non si esaurisce mai.

“Se si lascia qualcosa di inespresso, l’osservatore ha la possibilità di completare l’idea; così un grande capolavoro inchioda la vostra attenzione finché non vi sembra di entrare a farne parte. Il vuoto è lì solo per voi: entrate a riempirlo finché non sia colma la misura dell’emozione estetica”3.

                                                       Roberto Spotti

 

 

1) Nel prologo del Sutra del Cuore, uno scritto buddista del quinto secolo d.C., si dice “Egli scorse soltanto cinque aggregati ed egli vide che nella loro essenza erano vuoti” (Giangiorgio Pasqualotto, L’estetica del vuoto, Saggi Marsilio Venezia, 1992  p. 16).

2 )Giangiorgio Pasqualotto, op. cit.p. 48.

3)Okakura Kazuko, trad. it. Il libro del tè, editoriale Nuova Novara, 1983, p. 46.